Si ringraziano per la preziosa collaborazione:
- Francesca (traduttrice)
- Bruno Del Frate (webmaster)
- Francesco Giubilei (redattore)
- Antonietta (redattrice blog)
- Caterina Armentano
(redattrice blog)
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Scritto da Elys&Sylvie
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Vitrea, un nome che evoca il freddo, la spigolosità di un frammento di vetro e come il vetro trasparente, gelido, e “porta” tra il proprio mondo e l’altro, quello riflesso, inafferrabile. Un universo che si conosce, ma sfugge, come le innumerevoli sensazioni che la musica evoca. Questi sono i Vitrea e il loro album Broken Machine, una miscela di influenze, di gusti, di elementi: dal nu-metal, al goth-rock, dai Tool, dai A Perfect Circle ai Placebo. Sono brani, quelli presenti, che trattano tematiche a largo spettro, da quelle prettamente sociali a quelle racchiuse nell’ambito personale, introspettivo. Nascono osservando la realtà che li circonda, con i suoi eventi a volte assurdi, oppure sgorgano da un’idea, un sogno, un’esperienza onirica: al di qua e al di là, appunto, di quel vetro. Le loro melodie sono il risultato di una ricerca di ritmiche e armonie non canoniche, tant’è vero che, all’ascolto, capita di imbattersi in tempi disparati, in cambi di tempo e scale non usuali nel rock mainstream: una tecnica che in quanto mezzo e non fine non penalizza la gradevolezza dei brani. Sbocciato da un’esigenza di comunicazione, il gruppo Vitrea si costituisce ufficialmente alla fine del 2006 con la formazione attuale: Livio Caenazzo (basso e voce), Matteo Passalacqua (chitarra) e Gabriele Gritti (batteria). Nel 2009 si unisce Davide Lionetti (tastiera), che riesce ad arricchire il suono con innesti elettronici. Senza rifarsi a cliché di generi musicali particolari, si lasciano trasportare senza troppi vincoli compositivi, esprimendosi nelle loro innumerevoli sfaccettature. Forse in futuro, dicono, seguiranno una linea definitiva, ma questa sarà, fedeli al loro carattere, un approdo naturale. Anche la scelta dell’inglese è spontanea: il gruppo italiano, senza disdegnare la propria lingua madre, opta per un idioma che sembra adattarsi alle sonorità e alle ritmiche della loro musica. I giovani membri della band si completano vicendevolmente nella realizzazione del lavoro anche grazie alla diversità dei loro interessi personali. Una ricchezza, questa, che gli ha permesso di realizzare in modo autonomo ogni singolo aspetto del loro EP: musica, testi, mixaggio e produzione, grafica. Il batterista Gabriele, ad esempio, ha sfruttato e trasportato la sua passione e l’esperienza di registrazione del suo “Zolfo Studio”, luogo dove hanno effettuato l’incisione, mentre il chitarrista Matteo, amante ed esperto di grafica, si è occupato personalmente del lato prettamente artistico dell’album. Il primo demo è prodotto nel 2007, mentre all’inizio del 2009 esce il primo EP. Nel loro attivo vi sono concerti e apparizioni a tv locali. Una curiosità per conoscerli meglio? Confessano che tre quarti della band ha dei side project demenziali che permette loro di esprimersi pienamente, di dar sfogo a tutto quello che nasce nelle loro “teste” comprese le idee più strampalate che non possono trovare spazio nei Vitrea. Sebbene l’ambiente non è molto favorevole a nuove e fresche proposte come la loro, non demordono e per il futuro vedono la produzione di un album con aggiunti nuovi brani e un allargamento al di là dei confini, verso nuovi paesi. Non disponendo ancora di un’etichetta discografica, l’EP si può avere contattandoli tramite Myspace (http://www.myspace.com/vitrea). Augurandoci che il loro sogno si avveri e credendo che la buona musica possa far innamorare di sé al di là degli ambienti chiusi e difficili delle case discografiche, invitiamo ad ascoltare questo attuale e vigoroso gruppo italiano.
ARCHIVIO CONCERTI 24 ott 2009 - The Gammon - Chiopris 12 set 2009 - Osteria al Ponte - Attimis (UD) 04 lug 2009 - Siacco di Povoletto (UD) - Concerto per l’Africa 27 giu 2009 - FIERA DELLA MUSICA - AZZANO X 19 giu 2009 - PIAZZA LIBERTA’ - MUSICARCI - RUDA (UD) 12 giu 2009 - FREE CORMOR ROCK - parco del cormor - Udine 28 feb 2009 - Barùt - Terenzano (UD) 31 ott 2008 - Osteria al Ponte - Attimis (UD) 03 ago 2008 - Sagre d’Avòst - Castions Delle Mura (UD) 01 mag 2008 - No Fun. - Udine 11 apr 2008 - Edera - Codroipo (UD) 16 mar 2008 - Whisky a go go - Camino al tagliamento (UD) 15 mar 2008 - OASI PUB - Villa Vicentina (UD) 20 feb 2008 - No Fun - Udine 07 dic 2007 - Ravosa Music Live - Ravosa di Povoletto (UD) 10 nov 2007 - Sagra di san Martino - Cervignano del Friuli (UD) 27 ott 2007 - Teatro Ristori - Cividale (UD) 05 ago 2007 - Sagre d’Avòst - Castions Delle Mura (UD) Le foto sono state gentilmente concesse dal gruppo (sono state realizzate da Daniele Borghello). Tutti i diritti sono riservati. |
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Farias: l'emozione che ha voce. |
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Scritto da Elys&Sylvie
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 Hanno incantato con le loro voci nella seconda edizione di Xfactor, talent show targato rai2 e noi di GoodMorning non potevamo non intervistarli, colpiti e trascinati dalla loro musica che ha il sapore dell’Argentina. Prima qualche piccola nota biografica: I Farias sono 4 fratelli, Nahuel, Kutral, Newen e Kimen. Provengono dalla Patagonia Argentina, precisamente da Viedma - Rio Negro. Sin da piccoli girano il mondo con le loro chitarre e le loro voci, si presentano in Italia con questa formazione dal 1996. L'arricchimento dato dalla contaminazione con altri generi ha dato vita al giusto mix di sonorità che si ritrova in tutti i loro brani. Dopo varie collaborazioni con artisti di fama internazionale, partecipano ad Xfactor-2009, il talent show musicale di rai2, facendosi così conoscere dal grande pubblico italiano. Nei lives esprimono al meglio le loro potenzialità, alternando momenti di pura energia a virtuose esecuzioni. Presto in uscita il loro nuovo singolo! Se volete ascoltare qualcosa di loro vi rimandiamo al loro MySpace ufficiale: http://www.myspace.com/fariasgroup
La biografia è stata tratta dal sito ufficiale del gruppo: http://www.myspace.com/fariasgroup Le foto ci sono state gentilmente fornite dai Farias. Tutti i diritti sono riservati. |
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GoodMorning: A che età avete iniziato a suonare? Farias: Suoniamo sin da piccolissimi, nostro padre e nostro zio sono musicisti, avendo la musica in casa è difficile starne alla larga!! Già a 8-9 anni ci esibivamo nelle radio locali, eravamo per tutti ‘los hermanitos Farias’ (i fratellini Farias)! GM: Avete capito subito che la musica sarebbe stata la vostra vita e quindi il vostro futuro? Farias: No, abbiamo sempre fatto moltissimo sport ottenendo importanti risultati. Nostro padre ci ha dato due vie ‘di fuga’ da un futuro già segnato : lo sport e la musica. Volevamo fare una sola cosa ma al meglio delle nostre capacità. La musica ha scelto noi 4.. GM: Raccontateci il vostro percorso artistico. Farias: Partendo da ‘los hermanitos Farias’?? Meglio di no, abbiamo suonato veramente di tutto… Dai Beatles, al folklore argentino, passando per il tango e la rumba…Abbiamo iniziato a suonare che eravamo piccolissimi, prima nella nostra città (Viedma) poi abbiamo iniziato a girovagare per la nostra provincia (l’equivalente delle regioni in Italia) (Rio Negro), dopodiché abbiamo oltrepassato le Ande e abbiamo vissuto in Cile, tornati in Argentina, ci hanno ‘scoperti’ e portati in Spagna, a Palma de Mallorca, un progetto discografico in Italia ed eccoci qua, non ci siamo più mossi!! Troppi sarebbero gli aneddoti da raccontare…Manager che sparivano da un giorno all’altro, le chitarre distrutte dal tanto suonare, il freddo, la fame. Però grazie a tutto questo oggi siamo qua, e non cambieremmo una virgola di tutto il nostro vissuto. GM: Com’è stato l’impatto con l’Italia e la sua cultura? Farias: Beh dopo 15 anni di permanenza possiamo dire buono!! Diciamo che l’impatto non c’è stato…Buenos Aires, è la città al mondo con più italiani, il doppio di quelli che vivono a Roma!! La nostra cultura, quella patagonica è estremamente diversa da ogni altra cultura, ma avendo sempre viaggiato ci siamo adattati ad ogni tipo di situazione, senza mai perdere la nostra autenticità. GM: Avete avuto difficoltà ad ambientarvi? Farias: L’unica vera grande difficoltà è stata e continua ad essere la burocrazia. Fare i documenti è stata una cosa quasi impossibile!! Per fortuna abbiamo conosciuto tante persone che ci hanno aiutato. GM: Perché avete scelto l’Italia, un paese che, a detta di molti, non offre molte occasioni agli artisti? Farias: Noi crediamo che tutto dipenda dall’artista. È vero che in Italia il panorama artistico è come uno stagno, le acque quasi non si muovono più! Però è anche un trampolino di lancio per il resto del mondo…tanti artisti dall’Italia sono stati ‘esportati’! Una su tutti Laura Pausini, tanto popolare in Sud America quanto in Italia!! Del resto noi abbiamo suonato in molte piazze italiane e abbiamo avuto riscontri positivi da parte del pubblico. GM: Quando vi siete esibiti per la prima volta davanti a un pubblico? Cosa avete provato? Quali sono state le vostre emozioni? Farias: Abbiamo quasi perso ogni ricordo, eravamo veramente piccoli…emozionati, impauriti…ma sempre con la voglia di superare noi stessi. Siamo dei musicisti con l’anima sportiva, la competitività tra di noi è la forza che da sempre ci fa tirare fuori il meglio! GM: Nella vostra formazione artistica c’è un musicista o un cantante che considerate un’icona, un punto di riferimento? Farias: Da piccoli eravamo pazzi di George Michael, abbiamo provato anche a farci i capelli ossigenati…l’esito è stato inquietante!!Abbiamo tutti i cd di Michael Jackson e osanniamo Piazzolla!! Fondamentalmente stimiamo tutti i grandi della musica!! GM: Dall’inizio della vostra carriera ad oggi, come si è evoluta la vostra musica e il vostro modo di cantare? Farias: Ogni genere ha il suo canto e ciascuno di noi ne ha uno proprio. Con il passare degli anni e dei generi ci siamo specializzati. Xfactor è stata una rivelazione anche per noi, abbiamo imparato ad utilizzare e armonizzare le voci…togliendoci gli strumenti non ci rimaneva altra soluzione!! GM: Quali sono state le tappe e le esperienze più importanti? Farias: Abbiamo fatto tante cose e siamo rimasti sempre in secondo piano, se vuoi tutto e nulla è stato importante. Certo l’Arena di Verona difficilmente la dimenticheremo!! Xfactor è stata la prima tappa e la voglia per andare avanti certo non ci manca!! GM: Il vostro rapporto con la critica. Come vivete le critiche negative? Farias: Bene! Senza critiche non si cresce. Quello che ci interessa davvero è il parere della gente. Ci piacerebbe che tutti quelli che ci hanno criticato venissero ad un nostro concerto in modo tale da criticare con ragione, o magari, chissà, ricredersi!! GM: Svelateci i vostri reciproci difetti e i pregi. Farias: Nahuel, il puma: orgoglioso e generoso. Kutral, il fuoco: impulsivo e serio. Newen, la forza: testardo e allegro. Kimen, il saggio: distratto e tranquillo. GM: Cosa ha rappresentato per voi la partecipazione ad Xfactor? Farias: La nostra vera grande occasione. Un inizio. GM: Molti hanno contestato le scelte di non farvi esprimere la vostra cultura musicale, cantando quindi in spagnolo (peraltro molto amato dal pubblico italiano). Cosa ne pensate? Farias: È stata una fortuna!! Cantiamo in spagnolo da sempre e finalmente abbiamo fatto qualcosa di diverso. Ci siamo arricchiti artisticamente ma non abbiamo perso ciò che siamo!! GM: I progetti per il futuro? Abbiamo letto sul vostro MySpace che presto uscirà il nuovo singolo. Potete darci una piccola anticipazione su di esso? Come s’intitolerà? Sarà una ballata romantica? Farias: Adesso pensiamo all’estate, il pezzo che uscirà presto è molto allegro, ballabile, estivo …totalmente ‘made in Farias’!! Abbiamo in cantiere anche dei bellissimi pezzi melodici, chi vivrà vedrà!! GM: E per quanto riguarda le esibizioni live? Ne farete qualcuna a Roma, vicino a noi (n.b. lo staff di GoodMorning in parte è di Latina!)? Farias: Sicuramente!! Pubblicheremo tutte le date e gli aggiornamenti sul MySpace ufficiale del gruppo (www.myspace.com/fariasgroup). Le foto ci sono state gentilmente fornite dai Farias. Tutti i diritti sono riservati. |
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Scritto da Elys&Sylvie
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Esordiscono vincendo la sezione “Nuove Proposte” dell’edizione 1997 del “Festival di Sanremo” con il brano “Amici come prima”, imponendosi da subito come la rivelazione pop italiana dell’anno. Contemporaneamente esce il loro primo album “Ci chiamano bambine” (produzione e arrangiamento di Phil Palmer), disco di platino con oltre 150.000 copie vendute. La “Walt Disney” affida a P&C l’interpretazione, nella versione italiana, della sigla di coda del film d’animazione “Hercules”: il brano , che nella versione originale americana è cantato dalla ex-leader delle Gogo’s Belinda Carlisle, s’intitola “Ti vada o no”. Lo stesso anno P&C vengono scelte per aprire l’unico concerto italiano di Michael Jackson allo stadio “San Siro” di Milano e la critica musicale si mostra entusiasta della performance sicura e grintosa delle sorelle Lezzi.Le numerose apparizioni televisive e live confermano il successo di pubblico e la popolarità delle due cantautrici, tanto che, nel giugno ’97, Mark Owen (ex Take That) le vuole come supporter per la sua prima tournée italiana da solista. L’estate del ’97 vede Paola&Chiara partecipare ad alcune tra le manifestazioni italiane più importanti come il “Festivalbar” e “Un disco per l’estate” a Riccione, con il secondo singolo “Bella”. Durante l’evoluzione del progetto musicale, di natura essenzialmente pop, ma che trae la sua maggiore ispirazione dalla musica rock e tradizionale irlandese e dal folk e dal rock anglo-americano, Paola&Chiara rivelano anche una naturale predisposizione alla conduzione televisiva, presentano infatti sei puntate di “So 90’s”, trasmissione di MTV dedicata ai migliori videoclip degli anni novanta, mostrandosi oltre che ironiche e simpatiche, preparatissime sul piano musicale. In alto, la copertina del loro ultimo album |
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PAOLA E CHIARA, non solo cantanti |
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Scritto da Elys&Sylvie
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Goodmorning: Tappa fondamentale per l’inizio della vostra carriera è stata la vittoria nell’edizione del 1997 del festival di Sanremo, nuove proposte, con la canzone “Amici come prima”. Cosa ricordate di quell’avventura?
Paola&Chiara: con grande gioia. Fu un momento magico…quei momenti rari e bellissimi,dove tutto è magicamente andato alla perfezione. Avevamo desiderato così tanto salire su un palcoscenico così importante,ma vincere con una canzone scritta da noi,con un contratto con una grande casa discografica e un album in uscita interamente composto da noi…beh davvero un sogno!
GM: Quanto dovete del vostro successo a Sanremo?
PAOLA: Dobbiamo parecchio a quella vittoria. Non mi chiedo mai come sarebbe andata se non avessimo partecipato o non avessimo vinto sanremo nel ’97. Dovendo rispondere ora, penso che comunque la musica sarebbe stata ugualmente parte della nostra vita, a tal punto da portarci a realizzare il nostro sogno più grande di allora,quello di trasformarla nel nostro lavoro…
GM: Salire per la seconda volta sul palco di Sanremo, nella categoria BIG, ha costituito un’esperienza diversa?
CHIARA: Molto sì. Forse non eravamo ancora pronte per affrontare nuovamente quella platea. Non avevamo un disco nuovo, ma abbiamo dovuto andare “obbligate” da una clausola contrattuale firmata l’anno prima. Eravamo molto tese, non avevamo le idee molto chiare e,anche se la canzone era molto valida, e le radio l’hanno molto sostenuta, il palco di Sanremo e il suo pubblico fu decisamente impietoso. Era il 1998. Non andò molto bene quell’anno.
GM: Siete state interpreti della versione italiana della sigla finale del film d’animazione “Hercules” di Walt Disney. Come avete vissuto questo episodio? Avete riscontrato delle differenze nel cantare per una serie animata rivolta ai bambini?
PAOLA: Che strano ..questo è davvero un ricordo lontano per me. Se riguardo il video mi sembra veramente un’altra vita. In effetti le differenze ci sono state. Prima di tutto cantavamo una canzone non nostra, per altro un adattamento in italiano di un pezzo che originariamente era stato cantato da Blinda Carlisle . E poi l’ebbrezza di essere in una colonna sonora per il cinema di Walt Disney. Ricordo ancora la proiezione della prima, quando il film è finito ed è partita la nostra canzone sui titoli di coda…beh un’emozione davvero grande… Quell’anno nella stessa colonna sonora aveva cantato anche il nostro amico Alex Baroni, quindi quando penso a quell’esperienza, non posso che pensare a lui, al fatto che era anche lui al cinema con noi a vedere il film… e cala velo di tristezza a pensare che non c’è più…
GM: I vostri rapporti con le star straniere: aspetti positivi e negativi. 
P&C : Osserviamo molto tutto ciò che viene da fuori,soprattutto da Inghilterra e Stati Uniti. Anche la Svezia e il nord Europa talvolta stupisce parecchio! Il nostro tipo di musica vuole essere una trasposizione del pop internazionale. Noi scriviamo melodie e testi pensando all’impostazione della canzone pop inglese e americana. Non possiamo farci nulla…è musica con la quale siamo cresciute. Quindi il nostro rapporto con le star straniere si rifà soprattutto all’aspetto musicale. Tutto ciò che riguarda il gossip o l’aspetto del rumors ci interessa poco. Siamo consapevoli che alcune star straniere restano stritolate dal successo di determinati meccanismi dello show business e che, probabilmente,fanno molta fatica a restare con i piedi per terra a causa dell’ambiente nel quale si muovono quotidianamente. Questo avviene per lo più a piccole star ad enfants prodige. Ed è una cosa molto triste…è triste vedere il talento scivolare via da ragazzini o ragazzi potenzialmente così dotati ma completamente privi di punti fermi…
GM: In particolare, parlateci della collaborazione con Mark Owen per la sua prima tournée italiana.
CHIARA: Mark era alla sua prima esperienza solista, dopo il suo ultimo tour con i Take That. Era in Italia per la sua tournèe e ci ha volute come supporters. Noi eravamo reduci dalla vittoria a Sanremo e dalla data a San Siro come supporters di Michael Jackson… nel pieno del successo. È stata l’ennesima bella sorpresa. Ricordo che temevamo che le fan di Mark e i Take That ci avrebbero prese a male parole dalla platea, invece nei nostri confronti ci fu un affetto enorme. E tutte le ragazze cantavano le nostre canzoni. Fu una bellissima esperienza , girammo tutti i palazzetti d’Italia con la nostra band e ci divertimmo un sacco. Mark poi era gentile e molto educato nei nostri confronti. Un vero gentleman.
GM: La vostra musica, evolutasi nel tempo, è uscita dai confini stretti del pop, per abbracciare varie influenze, tra le quali il rock ed appare aperta ai più svariati apporti. Come vi sentireste di definirla, adesso? La cataloghereste in un genere particolare? Se sì, quale?
P&C: In effetti abbiamo fatto molti cambiamenti e abbiamo trasformato più volte noi stesse e il nostro modo di fare musica. Possiamo dirti che siamo un cross over di musica melodica, house, electro, soul, rock e wave…ma sostanzialmente restiamo un progetto Pop, anche se piuttosto “sperimentale”. Il nostro nuovo album WIN THE GAME ne è la piena dimostrazione!
GM: I live portano il cantante in contatto diretto con il pubblico. Come li vivete?
P&C: Adoriamo il Live. Il palco è il luogo dove tutto può accadere. E’ il luogo dell’irreale e del reale insieme. E’ la dimensione perfetta di artista e fan. Il luogo dove tutte le emozioni prendono la forma dell’energia. Di un’onda gigantesca di felicità,di benessere,ma anche di malinconia,di rabbia..di tutti i sentimenti. Il concerto è la messa degli amanti della musica…
GM: il successo quanto vi ha cambiato? E quali aspetti di voi e della vostra vita hanno subito più trasformazioni?
PAOLA: All’inizio forse c’è stato un po’ di disorientamento…quando improvvisamente diventi “famoso” e tutti vogliono sapere cose, ti chiedono consigli, cantano le tue canzoni, comprano i tuoi dischi…ti fa un effetto strano…poi lentamente torni alla normalità. Questo lavoro ti insegna l’umiltà ogni giorno, perché è un lavoro precario, un lavoro dove sei sottoposto costantemente al giudizio altrui, dove devi imparare a fidarti degli altri, ma avere tanta fiducia in te stesso prima di tutto. Un lavoro dove, anche se non sembra, devi avere le spalle larghe come quelle di un lottatore di sumo. Sono felice che questo lavoro non ci abbia né indurite, né rese ciniche. Ci ha invece rafforzate e rese più umane di prima…Siamo ancora qui dopo tanti successi e delusioni, ma con ancora molti sogni da realizzare. Teniamo duro…Siamo piccole ma tenaci!
GM: Raccontateci qualche vostra avventura divertente o particolarmente importante, che vi ha viste protagoniste durante l’incisione dei vostri brani, la realizzazione di qualche video o durante qualche concerto.
CHIARA: Beh posso raccontarti un’avventura recente. Posso parlarti del nostro nuovo video a giorni in uscita. Si intitola Vanity&Pride. Abbiamo avuto la bella idea di inscenare un match di tennis tra di noi!!! Volevamo rendere l’idea di cosa vuol dire una sfida…di cosa vuol dire darsi da fare per conquistare una vittoria…per far capire il senso del nostro album nuovo che si intitola Win The Game (Vinci il gioco). Così abbiamo dovuto allenarci per quasi due mesi, perché era dall’età di 8 anni che non prendevamo una racchetta in mano! È stata dura, ma se c’è una cosa che viene fuori dal video è la voglia di vincere questa sfida! Certo se ci vedevate sul campo il primo giorno di allenamento….c’era da ridere!
GM: L’album nel quale avete trovato più difficoltà nella realizzazione.
PAOLA: Festival fu molto difficoltoso sia per la scrittura…lo scrivemmo in viaggio tra New York, Argentina e Brasile soffrendo come delle disperate! E la produzione fu ancora più difficile…per fortuna tutto andò bene, ma con grandissima fatica. Anche Win The Game è stato difficile. È la nostra nuova sfida…e il nostro nuovo traguardo. Un progetto totalmente autoprodotto con la nostra neonata etichetta discografica (la Trepertre). In un colpo solo siamo diventate anche “discografiche”. Non è stata una decisione facile da prendere, ma lo abbiamo fatto e ora siamo felici di aver preso quella decisione, anche se le difficoltà sono enormi e continue… Grazie a Dio possiamo contare su una schiera di meravigliosi e affezionati fans. Loro ci sono sempre e ci danno una forza pazzesca. Spesso se resistiamo a tante “intemperie” o pubblichiamo delle “chicche” (come vinili o edizioni speciali dei singoli) lo facciamo anche per non deluderli e ringraziarli di tutto l’affetto che ci arriva ogni giorno attraverso myspace , il nostro sito web e ai concerti.
GM: Il vostro ultimo album “Win the game”, presenta solo due canzoni in italiano (presenti anche nella versione inglese). Sintomo di un’inversione di tendenza?
P&C : Ci è sempre piaciuta l’idea di esportare la nostra musica anche all’estero…ma ci piace essere nel mondo con una mentalità europea e internazionale, non solo italiana. L’Italia è il nostro paese di origine, ma l’Italia oggi è anche l’Europa e noi sentiamo questa urgenza dell’essere nel mondo, più forte che mai. Oggi non è come quando abbiamo iniziato. In dieci anni è cambiato tutto. La tecnologia e internet hanno abbattuto confini e barriere. Ci hanno avvicinato tutti di più e reso tutti più simili…per questo oggi riusciamo senza difficoltà ad esprimere i nostri sentimenti, anche in una lingua come l’inglese…naturalmente senza mai dimenticare l’italiano. Magari il prossimo album sarà nuovamente in italiano….ma questa volta lo abbiamo scritto così!
GM: Il significato del titolo di questo album.
PAOLA: Il nuovo album si intitola WIN THE GAME. Vinci il gioco (in italiano). Riferito al gioco della vita. La vita è un enigma. Noi abbiamo il compito, per tutta la sua durata, di capirne il senso.. di uscirne vincitori. Abbiamo il dovere di amare noi stessi fino in fondo e di non cedere alle lusinghe dell’autolesionismo. È un album che parla di concetti importanti. Di Futuro, di Amore, di Trasformazione, di Cambiamento. Di rivoluzione di sé. Di quanto sia importante fare delle Scelte. Abbiamo sofferto entrambe prima di riuscire a scrivere questo disco (ognuna per le proprie esperienze di vita). Lo abbiamo scritto in Inglese. Senza troppi ragionamenti. È un album molto ispirato, molto profondo. Anche dal punto di vista sonoro non c’è ragionamento (elettronica, pop house, anni 80 e new wave e 2007 tutto insieme!). Abbiamo fatto il disco che desideravamo fare. In più abbiamo avuto la fortuna di collaborare con un sacco di persone appassionate. Musicisti, DJ e producer pieni di talento. Abbiamo prodotto tutto l’album in un piccolo studio qui a Milano con un grande amico e co-produttore, Michele Monestiroli, un musicista con un grande talento e una grande sensibilità artistica. Con lui collaboriamo dal 2002 per i nostri dischi, ma siamo grandi amici e collaboratori da molto tempo prima. Tutti i singoli usciti fin’ora poi sono stati remixati da grandi dj sia italiani sia internazionali tra i quali posso citare Ricky Montanari, Tommy Vee, Ron Trent, Felix Da Housecat, Mastiksoul, Dj Simi&Masterkeys, degli Angels of Love, Gianluca Pighi e moltissimi altri giovani e talentuosi producers di musica elettronica e house. Un grande lavoro con grandi collaborazioni delle quali andiamo davvero fiere!
GM: Se doveste presentare l’essenza di “Win the game”, cosa direste?
P&C: Futuro,Cambiamento,Amore,Sofferenza,Trasformazione,Sfida,Vittoria.
GM: Paola e Chiara, due donne ma un unico universo musicale: cosa vi accomuna e cosa vi differisce?
P&C: Ci accomuna la voglia di creare,di realizzare,di crescere trasformarci restando le stesse.Ci accomuna l’amore infinito per la musica e per ogni piccola o grande nostra impresa. Differiamo in tantissime cose,specie nell’espressione della volontà. Ognuna ha il proprio modo per esprimere grinta e volontà.

GM: (A Paola): descrivi Chiara. Pregi e difetti.
PAOLA: Chiara è una persona intuitiva, creativa, una buona ascoltatrice, una brava cantante. Ha una bella grinta. Di pregi ne ha moltissimi. Qualche difetto? Uno su tutti… a volte si fida poco degli altri e questo la spinge nel lavoro ad essere molto insistente e a chiederti 30 mila volte la stessa cosa!! Aiutooo!!! Quando succede ora glielo dico…Chiara…lo stai facendo di nuovooo!!
GM: (A Chiara): descrivi Paola. Pregi e difetti.
CHIARA: Paola è intelligente, disponibile, creativa… ha una mentalità e un approccio artistico alle cose. Sa essere concreta quando vuole. Difetti? È di una testardaggine…grrr e poi spesso è distratta…la chiami o le dici qualcosa e lei….non ti risponde…avete presente…testa tra le nuvole?!
GM: La canzone che preferite e che più vi rappresenta.
P&C: Oggi: tutte le canzoni di Win The Game.
GM: Chiara ha sperimentato la “vita” da solista con “Nothing at all” e Paola con “Alone”. Pensate di ripetere l’esperienza?
P&C: Non mettiamo limiti alle nostre pulsioni artistiche e creative….Viviamo in tandem artisticamente da molto temo..e qundi è normale che abbiamo anche voglia di sviluppare discorsi individuali,anche se riusciamo comunque ad esprimerci all’interno del nostro progetto insieme…però poi ci sono delle cose che uno deve dire da solo…ma questo non significa che si debba chiudere una collaborazione.
GM: Avete mai pensato di dividervi e d’intraprendere strade diverse? P&C: Sono spesso gli altri a dirci questa cosa…non lo sappiamo. Per il momento lavorare e scrivere insieme è una scelta artistica, non un obbligo.
GM: Guardandovi indietro, cambiereste qualcosa? Fareste scelte diverse oppure ripercorrereste le medesime tappe?
PAOLA: Sostanzialmente penso che rifaremmo le stesse cose…modificando solo un paio di cosette che ancora non mi sono andate giù…
GM: Cosa vi prospettate nel futuro?
CHIARA: Non lo so ma vicine alla musica e al sociale. Con questo progetto stiamo supportando l’associazione onlus RAISING MALAWI, un’organizzazione che raccoglie fondi per gli orfani del Malawi (fondata da Madonna e Michael Berg) che sono più di un milione. Parte delle vendite di Win the Game e i singoli vanno a supportare Raising Malawi… certo per il momento non è ancora molto, ma è già qualcosa e l’essere personaggi pubblici ci permette di amplificare il messaggio. Faremo di più.Se vogliamo che il mondo diventi un posto migliore in cui vivere è necessario cambiare il proprio stile di vita…rinunciare a qualcosa per ristabilire un po’ di equità e di equilibrio. Non possiamo più permetterci un mondo dove c’è gente che muore di fame e stenti.
GM: Diteci ancora qualcosa del vostro sostegno all’associazione onlus “RAISING MALAWI”.
P&C: Noi sosteniamo questa associazione attraverso tutti i nostri canali di comunicazione oltre che attraverso le vendite. Tutte le persone che hanno acquistato Win the game e i singoli, ci hanno aiutato ad aiutare questa regione dell’Africa. Tutte le persone che vengono sui nostri siti www.myspace.com/paolachiara e www.paolaechiara.it sono sensibilizzati, attraverso i link e i banners , all’associazione, ad essere vicini a questo grave problema e a fare qualcosa. Poter utilizzare la musica e la parola per amplificare messaggi di questo tipo ci rende ancora più felici di fare questo lavoro. La musica ha un potere enorme, la gente unita, può fare la differenza! Notizie biografiche prelevate dal sito ufficiale www.paolaechiara.it Le foto sono una gentile concessione di Paola e Chiara e come tali sono soggette a copyright |
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