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Nel settembre del 2008 nasce un blog dedicato alla scrittura e alla letteratura e nessuno avrebbe mai immaginato che l’idea di Daze, comune a tante altre bloggers, si sarebbe trasformata in breve tempo, febbraio 2009, in un sito: House of Books (http://www.houseofbooks.org/) navigato da centinaia di utenti. L’azione che ha innescato una reazione culturale e perché no, anche temeraria in tempi così brevi, ha preso vita grazie all’incontro di tre donne appassionate di letteratura: Daze Nina Bruja (www.oopsydaze.com) Carlotta De Melas (http://smagliatureinchiostro.splinder.com/) e Anita Blonde. Spesso i buoni propositi sfumano e le belle idee vengono accantonate invece queste accanite lettrici di romanzi si sono armate di buona volontà e, fasciate di fantasia e passione, sono andate incontro al loro progetto realizzando un sito interessante, ironico, intenso, una realtà virtuale consona a molti aspiranti scrittori e a tanti autori già affermati. Noi di GoodMorning abbiamo voluto intervistare Daze e Carlotta rubando il metodo iene: un’intervista a due facce per scoprire, non solo il mondo che con magistrale arte hanno creato ma le persone che si celano dietro i personaggi di tale splendida iniziativa. GoodMorning: La passione sfrenata per i libri ha portato Daze, nel settembre 2008, ad aprire un blog dedicato ad essi. La voglia di raccontare storie vostre e altrui vi ha condotto, nel febbraio 2009, ad allargare gli spazi e a passare dal blog al sito: “House of Books” . Ѐ stata una vostra esigenza o una richiesta arrivata dal pubblico?
Carlotta: Prima di tutto un saluto a tutti e grazie per averci dedicato questo spazio.Rispondo alla tua domanda. Lo abbiamo deciso di comune accordo per essere più credibili nella collaborazione con le case editrici e con gli autori. Offrire un servizio migliore ai lettori, nonché agli scrittori e agli artisti che sono i nostri veri protagonisti. Daze: Credo sia stata un'unione di entrambe le cose. Ci siamo guardate un po' intorno e abbiamo pensato potesse esserci spazio anche per noi. Un blog era troppo riduttivo, di difficile gestione dato che non ero più da sola ma accompagnata da due splendide fanciulle. Così è nato in tempo record il sito con un discreto bagaglio e seguito. GM: House of books” è stata la creatura nata dall’incontro di tre donne che condividono la stessa passione per la scrittura e la letteratura. La vostra è stata più una sfida o una scommessa? Carlotta: Una scommessa che vogliamo vincere e una sfida continua per rinnovarci, crescere, migliorare. Senza sosta e senza mettere un laccio ai nostri sogni. Ogni lunedì, giorno in cui pubblichiamo i nostri articoli, lanciamo verso l’altro colorati palloncini di inchiostro, la speranza è che vengano afferrati. Daze: È nata come un gioco, un progetto per stare insieme. Ovviamente abbiamo riposto speranze e abbiamo speso parecchie energie per fare in modo che il tutto fosse bello da navigare e interessante per gli utenti. Ricordo che il giorno dell'apertura fu una bella sorpresa. Tantissimi contatti, mail, messaggi e la partecipazione al concorso, il nostro primo, fu davvero strepitosa. Se avessimo scommesso sul successo di pubblico di HoB, avremmo sicuramente vinto! GM: Basta navigare in internet per renderci conto che siti e blog dedicati alla scrittura e alla letteratura sono infiniti. Cos’ha “House of Books” di diverso dagli altri ? Carlotta: Non è forse ovvio? Noi, il nostro gruppo. La mitica Anita Blonde biondissima dama che sventola il ventaglio e legge libri, Kamenzind e le sue recensioni ad alto contenuto alcolico. Nonché le due new entry: ViewtifulMax e Paolo Cecchetto. Daze: Molto probabilmente è il rapporto che abbiamo con il mondo dell'editoria e della letteratura. Ingenuo forse, ma diverso da alcuni siti disincantati verso tutto e nati fondamentalmente per criticare e non per incentivare alla lettura. Insomma. Ogni giorno vedo troppi denti avvelenati. Fatevi curare, dico io. Al mondo c'è abbastanza meraviglia per tutti, basta trovarla. GM: Le vostre recensioni spaziano verso scrittori con generi narrativi diversi. Con quale criterio decidete di intervistare l’uno o l’altro? Carlotta: Il criterio a cui ci affidiamo è la passione , nonché l’entusiasmo che ci suscitano. Diamo luce solo agli scrittori che ci piacciono. Forse non è giusto per gli altri ma questo ci permette di essere onesti con quello che facciamo, affidandoci ad un criterio discutibile ma personale.  Daze: In realtà siamo tutti molto indipendenti. Lavoriamo separati il più delle volte, passiamo dalla ricerca alla lettura e al proporre temi agli altri. Ci piace dare spazio a chi ci piace. Quindi se leggiamo un libro interessante cerchiamo anche di scoprire qualcosa sull'autore attraverso le interviste. Io personalmente, ho trovato una mia dimensione facendo interviste tramite chat. Contatto gli autori e prendiamo un appuntamento e poi, via con le chiacchiere. Lo trovo un modo più personale per gestire la cosa e sinceramente molto più pratico e divertente. Anche per i lettori, spero! GM: La vostra diversità: Daze immersa in un mondo tutto suo fatto di bambole e merletti che dimora in una dimensione affollata da colori cangianti. Una piccola Alice nel paese delle meraviglie che rincorre il suo coniglio pronta al prossimo tatuaggio.Carlotta: scrittrice per vocazione. Riversa le sue fantasie su carta. Un romanzo alle spalle (Una lingua sul cuore, Giraldi editore), un blog in cui parla di se stessa, della voglia di scoprire nuovi mondi e orizzonti. Due persone così diverse come fanno a convivere in questo spazio virtuale? Siete amiche anche nella realtà? Carlotta: Prima di tutto grazie per la scrittrice per vocazione. Io e Daze non siamo poi così diverse. Entrambe inseguiamo il Bianconiglio e ci addentriamo in luna park dalle sfumature rosa e nere. Magari lei beve birre con il cappellaio matto, mentre io vino rosso o the alla vaniglia. I nostri orizzonti si uniscono con divertimento, incanto e stupore. E hanno dato vita ad un’amicizia che si concretizza anche nella realtà e in nuovi e continui progetti. Daze: Si, siamo più amiche nella realtà che nel virtuale. Pensa che ci siamo conosciute perché Carlotta mi ha chiesto di fare qualche scatto con le mie bambole per il suo libro, Una lingua sul cuore. È cominciata così. Poi ci siamo incontrate per una presentazione (dove abbiamo anche conosciuto Anita Blonde) e successivamente è nato il sito di House of Books. GM: Internet è un mondo infinito e dilatato in cui è facile perdersi e scomparire. Come fa “House of Books” a rimanere a galla? La sua bussola verso cosa punta? Carlotta: Verso il mondo delle parole. Continueremo a far vivere House Of Books finché ci divertiremo a farlo, finché le storie continueranno a pretendere attenzione. Abbiamo scoperto una bussola che punta verso un quinto punto cardinale. Daze: Punta verso la leggerezza, la risata, l'intrattenimento. Punta verso quello spazio lasciato tra i siti 'comici', di satira e quelli seri. Faceto ma non troppo. Cerchiamo l'equilibrio in modo che sia il più fruibile possibile. Un sito d'informazione ma anche che faccia da punto d'incontro. GM: Gli autori che avete intervistato in questo anno sono sempre state scoperte soddisfacenti o qualche piccola delusione è toccata anche a voi? Carlotta: Personalmente no, nessuna delusione. Fortunatamente riceviamo moltissime richieste di interviste e recensioni libri e possiamo permetterci di scegliere. Anzi, spesso siamo noi a scovare gli autori. Daze: Qualche delusione ci è toccata per forza. Non possono essere sempre tutti gentili e perfetti come ce li immaginiamo. Però ho avuto più soddisfazioni e sorprese piacevoli che altro. Persone che pensavo che nemmeno rispondessero sono state molto disponibili. E con molti si sono create delle belle amicizie, virtuali e non. GM: “House of Books” ha diversi collaboratori pronti a sostenere le vostre “fatiche” e a condividere le vostre idee. Sono stati loro a proporsi o siete voi alla ricerca di appassionati disposti a intraprendere questo viaggio? 
Carlotta: Entrambe le cose. Siamo diffidenti e gelose del nostro castello, le persone che fanno parte di House of Books sono davvero eccezionali e diversissime. Daze: In genere sono loro che vengono a me. Faccio da Messia. Scherzo, ovviamente. Le collaborazioni, fisse e saltuarie nascono come nasce tutto il sito. Da simpatie, amicizie e gusti comuni. GM: Quest’anno una nuova esperienza: la fiera di Torino. Raccontate le vostre impressioni, le vostre emozioni e cosa vi ha spinto a condurre “House of Books” in un’ impresa così impegnativa. Carlotta: L’incoscienza? Non so. Lo abbiamo deciso e lo abbiamo fatto. Abbiamo fissato appuntamenti e incontri che ci hanno permesso di conoscere e confrontarci con persone interessanti. Ci siamo divertite moltissimo e mi auguro che l’anno prossimo potremmo ripetere l’esperienza. Daze: Come dici tu è stata un'esperienza impegnativa ma molto gratificante. Dopo i mesi passati su un pc a chiacchierare con persone e ricevere e-mail da sconosciuti, abbiamo finalmente potuto dare un volto ai più affezionati. E anche Bunny si è divertito molto conoscendo alcuni suoi miti tra cui Licia Troisi, G.L. D'Andrea e molti altri. GM: Il futuro. Fra un anno o fra dieci: sarà “House of Books” a tenere in piedi questo rapporto d’amicizia che è nato tra di voi oppure esso è così cementato da continuare con o senza il sito? Carlotta: La nostra amicizia continuerà, al di là di House of Books. “Che dici Daze?” (sono curiosa di leggere la sua risposta). Tra l’altro io e Daze abbiamo in mente, e in programma, diverse “cose” che ci vedono creare e lavorare fianco a fianco. Per esempio a novembre daremo vita ad un piccolo Tour letterario e fotografico, molto Randagio. Daze: È un rapporto che va al di là del sito, di internet e di tutto. Usiamo molto questi mezzi perché non abitiamo nella stessa città ma in realtà siamo molto vicine di testa. Io e Anita Blonde siamo più fortunate perché abitiamo praticamente nella stessa città. GM: Cosa rappresenta per voi “House of Books”? Dove pensate che vi condurrà? Carlotta: Rappresenta una passione a cui ci dedichiamo con impegno. Un rifugio. Un luogo che profuma di carta e storie. Polvere rosa che si solleva dai libri. Rappresenta un’occasione. Quando si comincia un viaggio non si sa dove si viene trascinati dal vento e dal destino. Forse non è neanche importante saperlo. Salpiamo su mongolfiere, giochiamo dentro a tetri luna park, fotografiamo e scriviamo davanti a caminetti. House of Books è un’avventura. È un’occasione per imparare, per crescere. Per parlare di ciò che amiamo, i libri. Daze: HoB rappresenta un modo per esprimermi, una sorta di sfogo. Spero mi condurrà verso conoscenze sempre più sorprendenti e verso avventure esaltanti. Sono sempre pronta ad ascoltare idee e proposte. Foto fornite direttamente da House of Books.
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