| Abbiamo letto per voi: un sogno dentro un sogno, vol. 2. |
| Scritto da Elys | |
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A partire da oggi GoodMorning inaugura un nuovo spazio. Quello dedicato alle recensioni dei libri letti dallo staff. Invitiamo, in particolare gli autori esordienti che hanno appena pubblicato, ad inviarci le impressioni sulla loro opera. Saremo lieti di pubblicarle su queste pagine!
Un sogno dentro un sogno, vol. 2
È un lento immergersi in atmosfere divise tra sogno e realtà, il secondo volume dell’antologia “Un sogno dentro un sogno” edita dalla casa editrice I Sognatori. Undici autori raccontano la dimensione onirica in undici modi diversi. Diversi per idee, forma e stile. Se alcune storie si richiamano ad altre, è solo per un eco lontano. Ogni racconto ci trasporta in mondi vicini eppure distanti dal nostro, regalando visioni sulla realtà che rispecchiano, forse, il personale sentire degli scrittori. Dal passato che ritorna come un lungo delirio, alla guerra combattuta per salvare o condannare, a delicate leggende d’amori vissuti e persi, alla follia aggrappata sulle spalle di uomini comuni, fino ad arrivare nelle ultime pagine alla morte e all’aldilà. Queste in linea generale le tematiche toccate. Questi i viaggi condotti sul filo di parole intrecciate le une dentro le altre. Novembre di Francesca Tibo: “(…) La storia della morte di queste due persone mi inorridisce ogni volta che la sento raccontare, il che accade di frequente perché , se si esclude l’occasione della tappa cimiteriale, la mia nonna paterna non può esimersi dal rammentarcela ogni volta che può, senza tralasciare tutti quei particolari che lei trova gustosissimi. Maria era una zitellona – mia nonna la chiama così – sulla trentina e, nonostante fosse di una bellezza straordinaria, nessuno se l’era mai “presa” per via del suo cuore malato(…)” L’estro disarmonico di Mauro D’Arcangelo: “(…) Il maresciallo belga stava annoiando uno stuolo di stuoini con dissertazioni etimologiche riguardanti il plurale della parole pomodoro. Il maresciallo, che aveva visto tempi migliori, conosceva quindici lingue ma non il belga perché il Belgio una volta era neutrale e i paesi neutrali fanno sempre un po’ di confusione con le lingue (…)” Il colonnello se n’è andato via di Elisabetta Rossi “(…) - Stanno arrivando? Per sua Divina Provvidenza di Ilaria Vajngerl “(…) Il mio vicino si chiama Dimitri e ha battezzato il suo cane Giorgia, nome della sua ex. Preciso che Giorgia, Giorgia il cane dico, è un maschio. Quindi l’accostamento nome-animale decisamente non è stato fatto a caso. Dimitri è un uomo scorbutico. Però nel palazzo è l’unico a darmi confidenza. I pomeriggi di luglio, quelli più torridi, li passiamo chiusi nel mio salotto a guardare DVD, ciascuno raggomitolato sotto il plaid nella sua parte di divano, l’aria condizionata è sempre puntata al massimo. Forse, Dimitri è mio amico proprio perché ho il condizionatore in casa, ma a me in fondo sta bene così (…)” Il vero Luigi di Stefano Mascella “(…) Continuavo a dormire, quindi, e probabilmente nel letto russavo pure, come spesso mi capita quando sono stanco morto, tanto che sentii perfettamente atterrare sullo stinco il calcio ben piazzato di mia moglie, uno stratagemma provato e consolidato per farmi smettere. Niente da fare, russavo ancora! (…) “ Sogno e son destro di Sergio Cortesi “(…) E penso ai miei sogni come un bambino che sorride a tutti e c’ha la testa grande. Che poi nei sogni quasi sempre è tutto reale, tipo la gravità nei miei sogni c’è sempre (…) “ Angelus di Caterina Armentano “(…) Mi chiamo Ezechiele e mio padre è Giacobbe, il figlio di Beniamino. Io prego, conosco la Torah a memoria e conosco le nostre sante feste meglio dei miei soldatini di piombo. Fino a ieri andavo a scuola e mio padre era un direttore di banca. Poi qualcosa è cambiato e l’ho capito dalla stella gialla che mia madre ha cucito su ogni nostro vestito (…)” Mente cosmica di Giuseppe Pierciabosco “(…) Robert la guardò senza dire nulla. Che c’era da dire, d’altra parte. Erano mesi che quasi non si parlavano e le rare volte in cui accadeva, il tono di lei era sempre quello (…)” Il verbale della seduta di Barbara Guzzo “(…) Qualcosa in quei giorni non funzionava a dovere. Perfino il Direttore aveva fatto alcune osservazioni in merito alle quali non era giunta altra risposta se non un lieve rossore lungo il collo e sulle orecchie. Perché la questione era che la dott.ssa Mariagrazia Crivelli aveva iniziato a sognare. “Incubi”, li definiva lei, anche se riguardavano una strana forma di inquietudine, in realtà. All’inizio si trattava piuttosto di un sogno ricorrente, dal carattere non particolarmente cupo, quasi ironico (…)” Oltre l’arcobaleno di Federica Maccioni “(…) Nelle sere d’inverno i bambini si riuniscono in cerchio, mangiando castagne, per ascoltare gli anziani narrare di quei luoghi misteriosi e belli che prendono corpo nelle loro parole. Quand’ero ragazzo, ascoltai la leggenda dell’Armata Dispersa, e fu allora che decisi di partire per cercare la Terra Oltre l’Arcobaleno. Ma dovetti attendere di essere abbastanza grande da reggere il peso di una sacca da viaggio (…)”. Siamo tutti morti di Maddalena Selis “(…) No, sono morta. Mi hanno messo in una bara. Mia madre si è intestardita e ha comprato quella più costosa. Ma non ce n’era bisogno, accidenti, tanto non la posso mica arredare. Anche se è quasi più spaziosa dell’appartamento che non mi sarei mai potuta permettere, a Roma, con il lavoro che faccio (…)”. Per ordinare l’antologia:
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 14 febbraio 2009 ) |