Nuovi autori: Laura Shirru, l'intervista.
Scritto da Caterina Armentano   
sabato 21 marzo 2009

shirruGoodMorning: Laura  Schirru, trentenne, sposata, due bambini e lo studio per conseguire una laurea. Come se non bastasse due romanzi alle spalle. Come fai a conciliare tutto? Dove trovi il tempo per dedicarti alla famiglia, allo studio e soprattutto: quando scrivi? 

 

Laura Shirru: Scrivo nelle ore di buco tra una lezione e l’altra, la sera è improponibile perché sono davvero troppo stanca. Sul conciliare tutto, senza il preziosissimo aiuto di mio marito non ce la farei mai, non senza restare sana di mente almeno. 

 

GM: Il tuo emblema araldico è un criceto rampante in campo rosa a ricordare la Laura - bambina che scriveva le avventure del suo criceto su un diario segreto. Quando hai capito che la tua scrittura non era solo un modo per evadere, sfogarti ma che è capacità di linguaggio e quindi possibilità di arrivare agli altri?   

 

LS: Di preciso non saprei davvero dirlo. Forse ancora non l’ho capito… semplicemente, a un certo punto le storie che scrivevo sono diventate interessanti anche per gli altri, oltre che per me. Beh, almeno per qualcun altro. Ma quando sia successo non saprei dirlo. 

 

GM: Primo libro: “Il lamento dell’usignolo”. Titolo ad effetto, capace di attirare i lettori. Sei stata tu a sceglierlo o ti è stato consigliato dagli editori? 

 

LS: È  il titolo con cui ho vinto il concorso, il Lamento non è stato modificato in alcun modo dall’editore.                      

 

GM: La tua prima opera è un vero romanzo fantasy con tanto di lotta tra dei ed usurpatori di troni. Da dove nasce l’idea de “Il lamento dell’usignolo”? Qual è stata la scintilla che ha dato via alla creazione?  

 

LS: Ah, il romanzo scritto per far vincere il cattivo! Era un mio piccolo chiodo fisso, quello di scoprire cosa sarebbe successo se l’antagonista avesse avuto i mezzi e le capacità di trionfare sui buoni. Il Lamento dell’Usignolo è la risposta che mi sono data, oltre a prendere un po’ in giro un’autrice che amo moltissimo. Marion Zimmer Bradley ha scritto degli autentici capolavori, ma le sue altere sacerdotesse hanno suscitato in me un certo desiderio, che chi legge il libro intuirà senz’altro. 

 

GM: A differenza di altri romanzi fantasy il tuo non teme di invadere un campo prettamente erotico in cui i protagonisti vivono una storia carnale. La tua scelta deriva solo dal desiderio di dare un erede al cattivo oppure è una scelta dettata dalle emozioni? Dal desiderio di creare personaggi che, oltre alle lotte e alle guerre, vivono anche qualcos’altro?   

 

LS: E’ dettata dalla trama. In quel tipo di società, con quel tipo di mentalità, era improponibile parlare di damigelle nelle torri e eroi senza macchia. Questo non toglie che si parli sempre e comunque di esseri umani, che non vivono solo per combattere le guerre che l’autore decide per loro. Anche un personaggio di fantasia ha dei diritti!  

 

GM: Come reagisci alle critiche? Se ti venisse presentata una recensione tutt’altro che positiva la posteresti comunque sul tuo sito : “La stella scarlatta”? 

 

LS: Certamente, un commento negativo è d’aiuto al lettore per orientarsi esattamente come uno positivo. La scelta spetta al lettore, non sarei corretta se pretendessi di farglielo comprare pur sapendo che sprecherebbe tempo e soldi. Naturalmente la mia speranza è che invece sia felice di aver investito l’uno e gli altri. 

 

GM: La pubblicazione del tuo romanzo “Il lamento dell’usignolo” è frutto di un concorso indetto da Edizione Montag.  Il concorso è stata la prima strada provata per arrivare alla pubblicazione? Se non avessi  vinto avevi già delle alternative in mente? 

 

LS: Non avevo mai pensato alla pubblicazione. Ho partecipato quasi per scherzo, perché avevo un manoscritto che rispondeva ai requisiti richiesti (leggi: rientrava per un pelo nella lunghezza massima consentita) e perché il marito mi ha incitata. Quando è arrivata la comunicazione che avevo vinto, ho chiesto all’editore se era uno scherzo… 

 

GM:Le cronache di Davidia” sono una saga  di cui hanno visto la luce i primi due romanzi. Ad Ottobre uscirà il terzo. Un ritmo così vertiginoso è possibile perché i romanzi sono stati  già scritti da tempo oppure è proprio un’ esigenza editoriale? 

 

LS: I romanzi sono già scritti, adesso sto lavorando ad altre storie ancora. Nel corso degli anni ho accumulato un bel po’ di materiale, scrivere mi piace davvero moltissimo e non credo che smetterò molto presto. 

 

GM: Quando scrivi necessiti di spazi e luoghi tutti tuoi? Hai metodi scaramantici che ti ispirano? Hai bisogno di silenzio?  

 

LS: Silenzio da biblioteca, infatti mi rifugio lì a scrivere. Isolamento totale, se qualcuno sbircia quello che sto scrivendo potrei uccidere. Bottiglietta d’acqua e pocket coffee. E cellulare spento, non per me ma perché la bibliotecaria mi guarda così storto che ogni volta mi viene il blocco dello scrittore per la vergogna. 

 

GM: La tua tecnica è frutto di un lavoro individuale o ti sei anche concessa dei corsi di scrittura creativa? Scrittori si nasce o si diventa grazie a metodo e impegno? 

 

LS: Non ho mai frequentato un corso di scrittura creativa, la mia scuola sono tutti gli autori che ho letto e che mi hanno influenzata. Non credo si possa ‘nascere’ scrittori, perché anche l’attitudine più spiccata, se non viene coltivata con assiduità, rimane solo un’ipotesi. Un romanzo non si scrive da solo sull’onda dell’ispirazione, occorre mettersi lì e sforzarsi, essere decisi, voler arrivare in fondo, a costo di rinunciare ad altre cose. 

 

GM: Il tuo secondo romanzo : “Ombra di luce”, uscito da poco, ha come titolo un ossimoro. Quest’ambiguità di ruoli impregna completamente sia il primo che il secondo romanzo. Infatti i tuoi personaggi non hanno una definizione specifica del bene/male. Perché questa scelta? Non hai temuto di rendere i personaggi antipatici a discapito del romanzo? 

 

LS: Non ho dubbi che i miei personaggi possano riuscire antipatici a molti, le loro scelte a volte sono discutibili. Non agiscono spinti da ideali astratti e salvifici, ma da scelte consapevoli, a volte fredde e premeditate, nelle quali l’etica è solo una delle variabili possibili, e neppure la più importante. Molti lettori mi scrivono per dirmi che in certi passaggi si irritavano non poco per la direzione presa dalla storia, che non corrispondeva ai loro desideri, o meglio, alle loro speranze. Considero questo un complimento bellissimo. Se chi legge arriva ad arrabbiarsi perché dei personaggi si comportano in maniera non accattivante, ma comunque coinvolgente, il mio scopo è raggiunto e posso morire felice.…ho detto posso, non che voglio. 

 

GM: Quando ti è stato comunicato che il tuo libro sarebbe stato pubblicato non ti sei sentita  messa a nudo? Spiata nei tuoi pensieri più intimi? Non hai temuto che gli altri potessero travisare il senso che tu hai voluto dare al romanzo?shirru2 

 

LS: Questa è una paura costante e mi attanaglia ogni volta che qualcuno mi dice “ehi!  Ho comprato i tuoi libri”. D’altro canto, è risaputo che non esistono due persone che leggono lo stesso libro, cioè che ci trovano lo stesso identico significato. Quello che per qualcuno è un pregio per altri è un difetto, quello che può sembrare irrilevante per un lettore per un altro è qualcosa di sconcertante. È un’emozione bellissima per me vedere le chiavi di lettura che si scoprono in quello che scrivo… così tante, chi l’avrebbe mai detto? 

 

GM: Quando hai avuto il tuo primo  libro tra le mani cosa hai provato?  Il rapporto con il pubblico è stata una conseguenza senza timori oppure ancora oggi vivi il tutto con emozioni contrastanti? 

 

LS: Mi sento sempre in difetto di fronte ai lettori. Io sono esposta e loro no. Loro sono in vantaggio su tutto, dannazione! 

 

GM: Come ti poni nei confronti  degli  scrittori esordienti? Ti interessi alle loro opere oppure li snobbi convinta che tra tante opere pubblicate solo una piccola percentuale abbia davvero valore? Da quando hai pubblicato ti è mai capitato di ricevere richieste di valutazioni testi da parte di chi ancora non ha mai pubblicato? 

 

LS: Richieste di valutazione ne ricevo e devo declinarle per oggettiva mancanza di tempo. Per quanto riguarda altri autori esordienti, ce ne sono di scadenti e ce ne sono di veramente notevoli. Un giorno, potrò vantarmi di dire che ‘io quello lo conosco’ almeno per un paio di loro, ne sono sicura. 

 

GM: Continui ancora a partecipare ai concorsi o siccome hai pubblicato pensi che sia più giusto dedicarti ai futuri romanzi delle “Cronache di Davidia”? 

 

LS: Scrivo le storie ‘come mi vengono’ e quindi è difficile che ne abbia una pronta per ogni concorso. Se capita, tentare è sempre un’esperienza, a volte molto gratificante. 

 

GM: Chi sono i maestri ispiratori di Laura  Schirru? 

 

LS: La mia professoressa del liceo che mi ha dato il primo tema in cui ho potuto scatenare la mia fantasia. Grazie prof, dirotterò a lei tutti i miei lettori scontenti, sono loro il risultato del suo otto e mezzo J Secondariamente, da Marion Zimmer Bradley a George Martin, passando per Stephen King, Italo Calvino e infiniti altri, non sono molto originale nei miei gusti. Vado sul sicuro coi grandi. 

 

GM: Quale romanzo, fantasy o meno, avresti voluto che fossi stata tu a scrivere? Che quando lo leggi scopri ogni volta tra le parole, le idee e il significato tutto quello che tu avresti voluto creare?  

 

LS: Tanti, troppi per elencarli tutti. Rimanendo sul fantasy, la Storia Infinita di Ende è uno di quei libri nei quali trovo tutto quello che amo nel genere, specialmente la molteplicità di significati.  E La Collina dei Conigli, un altro libro che ti fa dimenticare di stare leggendo. 

 

GM: Facciamo un giochino. Allora: Laura Schirru non vince il concorso Edizione Montag. Non pubblica i due romanzi. Cosa farebbe oggi quella Laura Schirru? 

 

LS: Quello che fa oggi, scrittura compresa. Pubblicare è una bellissima esperienza, ma il vero divertimento è scrivere. Ho fatto un patto coi miei quattro lettori: io scrivo, loro leggono. Finora funziona. 

 

GM: Ti senti pronta per una casa editrice più conosciuta a livello nazionale e internazionale? Se ciò avvenisse pensi che cambierebbe anche il tuo rapporto con la scrittura? 

 

LS: Beh sì, mi sento pronta per un assegno con sei zeri, tournee in tutta Europa, un paio di kolossal e l’adorazione delle folle. Credo che riuscirei a tollerarla, sì sì. Non cambierebbe il mio rapporto con la scrittura, ma sotto tutti gli altri aspetti mi sembra davvero una cosa da augurarsi :D 

 

GM: Chi è davvero Laura Schirru scrittrice? 

 

LS: Pagami l’analista e ripassa tra qualche anno, forse te lo saprò dire…   

 

 

Le immagini sono le copertine dei primi due libri della saga di Laura Shirru. 

Ultimo aggiornamento ( sabato 21 marzo 2009 )